
Stai notando che, tra dente e dente, ti sono apparsi come dei ‘triangolini neri’, o comunque scuri, che prima non esistevano?
Assieme ad essi, magari noti anche che i denti sembrano come essersi ‘allungati’, in maniera inspiegabile, e ti stai domandando come ciò sia possibile?
Questi triangolini neri, in realtà, non sono solo un innocuo inestetismo: sono un sintomo ben preciso, che ci dice che la gengiva si è ritirata.
E il ritiro della gengiva ha, a sua volta, un’altra causa, ancora peggiore: il riassorbimento dell’osso alveolare.
Leggi questa pagina per scoprire perché possono comparire triangolini scuri tra dente e dente, e soprattutto perché non dovresti assolutamente ignorarli.
Cos’è la gengiva, e perché è così importante per la salute della nostra bocca?

gengive affette da parodontite, con rialzo della linea dentale
La gengiva è il morbido tessuto a protezione delle radici dei nostri denti e anche di tutti i tessuti profondi a loro collegati, come ad esempio l’osso alveolare, cioè l’osso che ospita proprio le radici dentali, e il legamento radicolare, il tessuto che collega quest’ultime alla struttura ossea.
In condizioni di normalità, le gengive sono un tessuto morbido, roseo, opaco e con superficie rugosa, cosiddetta ‘a buccia d’arancia’, che ricopre entrambe le arcate dentarie e si congiunge, senza soluzione di continuità, con i due palati e la mucosa della bocca.

il colore normale della gengiva è rosa, opaco e con superficie 'a buccia d'arancia'
La gengiva lascia scoperta solo la parte finale del dente, cioè la corona, e ad essa è adesa per mezzo del noto ‘colletto dentale’, che separa la parte visibile del dente dall’inizio della struttura radicolare.
Il tessuto gengivale si rinnova con grande velocità, e grazie ad essa il sistema immunitario trasporta la naturale risposta agli agenti microbici, sempre presenti nel nostro cavo orale.
I leucociti, cioè le cellule preposte a difendere il corpo da infezioni e malattie, sono presenti in grande quantità proprio nel tessuto gengivale (riccamente vascolarizzato), e costantemente tengono ‘sotto controllo’ la carica batterica del microbiota orale, impedendogli di iper-proliferare.
In condizioni di normalità, la gengiva protegge totalmente tutto l’osso alveolare, senza spazi vuoti tra dente e dente: lo spazio tra di essi, sempre formato da gengiva, si chiama papilla interdentale, che è sempre aderente la libero.
Una bocca con un sorriso sano quindi vede papille interdentali ben formate ed aderenti, rosee, non infiammate e, soprattutto, senza spazi neri tra un dente e l’altro.
Che cos’è il microbiota orale, e perché è importante la sua interazione con la gengiva?

i batteri del microbiota orale vivono in simbiosi con il nostro corpo
Il microbiota orale è tutto l’insieme di micro-organismi che, costantemente, popola la nostra bocca, e con cui viviamo in un processo vicino alla simbiosi (quando in salute).
Il microbiota è composto principalmente da batteri, ma possono essere presenti anche virus e parassiti, come funghi e lieviti.

i batteri parodontopatogeni, responsabili della piorrea
Lo schema microbiologico del microbiota orale è simile a quello intestinale, anche se cambiano le famiglie batteriche che lo popolano.
Come col microbiota dell’intestino, anche il microbiota orale è essenziale per la salute del nostro corpo, ed un suo giusto bilanciamento è indispensabile per evitare pericolose situazioni di pericolo, come ad esempio le infezioni e le infiammazioni del parodonto, cioè la struttura di supporto dei denti.
Il microbiota orale, essendo un vero e proprio ‘organo di supporto aggiuntivo del corpo’, entra in gioco in molti processi metabolici, ad esempio proteggendo il cavo orale dall’aggressione dei virus e batteri nocivi, favorendo la guarigione dei tessuti della bocca stessi e prevenendo, in un’azione da vera e propria ‘sentinella’, altri agenti esterni che potrebbero annidarsi ed infettare le vie aeree, dando origine a bronchiti, faringiti, laringiti e polmoniti.
Si contano oltre 700 specie di batteri del microbiota orale, e la sua composizione cambia a seconda del nostro stato di salute, della nostra età e anche in relazione alla presenza di particolari infezioni croniche, oppure cure specifiche (ad esempio, cure antibiotiche o chemioterapiche).
Anche alcune patologie croniche gravi, come il diabete mellito, o una scorretta igiene orale, possono modificare molto la composizione del microbiota, così come esso può vedersi modificato anche per via di particolari predisposizioni genetiche.
Essendo il punto di contatto principale col microbiota di tutto il parodonto, la gengiva svolge un’azione di controllo e di regolazione di tutta la flora batterica, evitando che determinate famiglie di batteri, a noi poco amici, prenda troppo il sopravvento.
La gengiva è dunque un vero e proprio ‘arbitro’ di tutto il microbiota orale, e la sua salute è perciò di fondamentale importanza per garantire la relativa buona condizione di tutti i tessuti profondi, sia delle radici dei denti che dell’osso alveolare (che, va ricordato, sono ambienti invece sterili, e tali devono rimanere).
Tante famiglie di batteri, che vivono in equilibrio tra di loro

batteri, funghi e lieviti popolano costantemente la nostra bocca
Come detto poco in alto, il microbiota orale è formato principalmente da batteri, che a loro volta sono suddivisi in varie famiglie e ceppi specifici.
Semplificando, tra le oltre 700 specie di microbi possiamo trovare:

sondaggio parodontale
I batteri appartenenti al cosiddetto ‘complesso verde’, chiamati in gergo medico batteri saprofiti.
Sono batteri a noi amici, poiché non dannosi per la nostra salute ma anzi, la cui presenza tiene lontani altre famiglie di batteri, invece pericolose;
I batteri appartenenti al cosiddetto ‘complesso arancione’, chiamati batteri cariogeni.
Sono batteri che si nutrono degli scarti della nostra alimentazione, principalmente zuccheri, la cui fermentazione produce un acido metabolico molto aggressivo, in grado di perforare lo smalto dei nostri denti, dando origine dunque alla carie dentale;
I batteri appartenenti al cosiddetto ‘complesso rosso’, chiamati batteri parodontopatogeni.
Sono i batteri più aggressivi in assoluto: molto coriacei e resistenti agli antibiotici, la loro presenza può far infiammare l’osso alveolare, portando all’inizio di infiammazioni acute (gengivite) o croniche (parodontite)
In un soggetto in salute, questi tre grandi complessi di batteri vivono in equilibrio tra di loro, mediati dall’azione del sistema immunitario.
Tutti i batteri, di qualsiasi tipologia, formano il così chiamato ‘biofilm’, cioè la placca batterica che, costantemente, circonda i nostri denti e viene contrastata dall’azione immunitaria delle gengive.
Datosi che non è possibile sterilizzare la bocca, nonché rimuovere tutto il biofilm per lunghi periodi di tempo, la buona salute del cavo orale è data proprio dall’equilibrio dei tre complessi batterici, nonché dalla buona salute delle gengive e del sistema immunitario in generale.
La salute e il buon equilibrio del microbiota orale coincide con la salute stessa della bocca.
Il microbiota orale deve difatti essere visto come parte integrante del nostro stesso sistema biologico, ed è di assoluta importanza per il benessere di tutto il cavo orale, nonché delle vie respiratorie.
Un microbiota orale in salute e in buon bilanciamento è un vero e proprio ausilio del nostro sistema immunitario, e tiene lontani anche tutti quei microbi che potrebbero penetrare, proprio dalla bocca, nel nostro corpo.
L'igiene quotidiana domiciliare e l'igiene dentale professionale, eseguita in studio odontoiatrico, sono azioni necessarie a limitare il numero dei batteri nocivi del micriobiota, permettendo dunque il suo bilanciamento.
Che cosa sono i batteri parodontopatogeni?

i triangolini neri sono, in realtà, mancanza di tessuto osseo e gengivale
I batteri parodontopatogeni sono dei microbi formati da molte famiglie batteriche, a loro volta suddivise in molti ceppi specifici, tra cui i più noti e comuni sono il Porphyromonas gingivalis, Il Prevotella intermedia Fusobacterium nucleatum, l’Actinobacillus, l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, il Neisseria e il Veillonella.

i denti non dovrebbero avere spazi vuoti tra di loro, in situazioni di normalità
Questi batteri, che compongono il ‘complesso rosso’ del microbiota orale, hanno diverse caratteristiche peculiari, che li rendono temibili per la salute della nostra bocca:
- Sono batteri negativi alla colorazione di Gram, e questo li rende particolarmente coriacei e resistenti agli antibiotici;
- Sono batteri anaerobi, capaci cioè di sopravvivere in assenza di ossigeno (che anzi, spesso è un loro nemico naturale);
- Sono batteri piogeni, quindi in grado di infettare i tessuti e dare origine a pus e febbre;
- Sono batteri infiammatori dell’osso alveolare e delle gengive, che rispondono violentemente alla loro presenza, quando troppo numerosa
I batteri parodontopatogeni sono controllati, in condizioni di normalità, dai leucociti presenti nel tessuto gengivale, e sono anche mantenuti in numero limitato dalla presenza, nel loro stesso spazio vitale, dei batteri saprofiti, che sono i loro naturali antagonisti.
Questo equilibrio è fondamentale per impedire l’iper-proliferazione di questi batteri, che è una condizione da evitare sempre, in ogni modo.
Difatti, quando essa si manifesta, possono scatenarsi patologie estremamente pericolose per la salute dei denti e della bocca in generale, come la parodontite.
La parodontite è la causa principale dei ‘triangolini neri’ che possono comparire tra dente e dente, e che sono dunque un sintomo da non sottovalutare mai, per nessuna ragione.
Cos’è la parodontite?

le gengive: dall'1 (normali) al 4 (piorrea)
La parodontite (dal greco ‘παρά’, accanto, e ‘odùs’, dente, seguita dal suffisso -ite, cioè ‘ infiammazione attorno al dente’) è una grave patologia orale chiamata, per sineddoche, anche piorrea (sebbene questo sia il nome del suo stadio finale).
Si tratta di un’infiammazione dell’osso alveolare, causata proprio dall’azione dei batteri parodontopatogeni, non contrastati adeguatamente dal sistema immunitario della bocca.

parodontite avanzata
Chiamata anche malattia parodontale, è una severa e cronica recessione gengivale, a sua volta causata dal riassorbimento dell’osso alveolare che, per difendersi da quella che giudica una minaccia, cioè la presenza massiccia e fuori controllo delle colonie di batteri parodontopatogeni, tenta di ‘chiudergli la strada’, arretrando verso l’apice radicolare dei denti che contiene.
Questo riassorbimento, che solitamente è lento ma progressivo nel tempo, porta ad una recessione della gengiva adesa all’osso, che si ritira, perdendo tessuto e formando delle lesioni verticali chiamate tasche parodontali.
Queste tasche sono molto pericolose, poiché in esse possono annidarsi facilmente altre colonie di batteri nocivi che, essendo anaerobi, possono ‘scavare’ la tasca sempre più in profondità, anche in assenza di ossigeno.
Più la tasca si riempie di batteri, più l’osso s’infiamma, e di conseguenza più si riassorbe, aumentano la profondità della tasca in un circolo vizioso, che rende la parodontite cronica e peggiorativa, se non trattata.
Seguendo la lunghezza della radice dei denti, le tasche parodontali scavano e distruggono sempre di più il tessuto osseo, arrivando sino al legamento radicolare, cioè la struttura di supporto della radice, che ancora la stessa all’osso alveolare.
Senza più il suo tessuto di supporto, la radice dentale perde il suo ancoraggio stabile con l’osso, portando ad una condizione di mobilità dentale: il dente comincia a ‘dondolare’ anche al minimo contatto, segno evidente della sua instabilità radicolare.
La fase ultima della parodontite, cioè la piorrea manifesta, si conclude con l’inevitabile perdita del dente che, senza più il supporto anche minimo del legamento e dell’osso, viene espulso spontaneamente dal corpo.
I triangolini neri che cominciano a comparire tra dente e dente, segno del rialzo della papilla interdentale, sono dunque uno dei sintomi evidenti dell’inizio della patologia parodontale, con il riassorbimento dell’osso e il conseguente rialzo della gengiva.
Ma quindi questi triangolini neri tra dente e dente significa che sono malato?

severo riassorbimento osseo e retrazione gengivale
La perdita di tessuto interdentale significa che la gengiva si sta retraendo, e quindi sta perdendo di consistenza.
Questo solitamente avviene per causa della malattia parodontale, ma può essere anche di natura fisiologica: difatti, col tempo, anche in condizioni di normalità (e di genetica) l’osso alveolare può riassorbirsi, seppur non in presenza di parodontite propriamente detta.

dove c'è il nero... non c'è più tessuto osseo e gengivale!
Anche i trattamenti ortodontici, magari eseguiti in età adolescenziale, per correggere delle malocclusioni, possono portare, come conseguenza indesiderata, ad una recessione gengivale.
Ecco perché è sempre bene non adagiarsi, e in caso che si notino triangolini neri tra dente e dente, eseguire quanto prima una visita odontoiatrica specialistica: il rischio di una parodontite già in stato avanzato è sempre presente, e non deve essere mai sottovalutato.
Con l'avanzare dell'età, il nostro corpo va incontro ad una serie di mutazioni, di solito lente ma costanti, che portano al nostro fisiologico invecchiamento.
Come anche la linea frontale dei capelli si modifica, così la linea gengivale fa lo stesso, rialzandosi.
Questo succede anche in condizioni di salute della bocca, ovverosia non in presenza della parodontite.
Questo rialzo della linea dentale è fisiologico, ma avviene in un tempo piuttosto lungo e, soprattutto, non ha natura così aggressiva come quello invece causato dalla piorrea.
Anche per questo, è assolutamente importante provvedere ai regolari controlli periodici dal Dentista, anche per tenere sotto controllo il rialzo della gengiva e scongiurare l'inizio della malattia parodontale (che potrebbe dare sintomatologia iniziale similare).
La parodontite può essere genetica?

la predisposizione genetica alla parodontite è trasmessa per via ereditaria
La parodontite ha una chiara e ormai indiscussa origine batterica, ma la moderna Medicina ha stabilito, da svariati anni, che esiste una predisposizione genetica per l’insorgenza della tanto temuta piorrea.
La predisposizione genetica non comporta necessariamente l’inizio della parodontite, ma decide la sensibilità del soggetto all’azione dei batteri parodontopatogeni, nonché alla loro carica batterica minima per scatenare l’infiammazione dell’osso alveolare.

il riassorbimento dell'osso è la causa della retrazione gengivale
Soggetti predisposti alla parodontite possono quindi veder iniziare il riassorbimento dell’osso anche con cariche batteriche molto basse, mentre soggetti non predisposti sono sostanzialmente insensibili alla piorrea, anche con cariche batteriche molto alte.
Va ricordato, comunque, che è sempre necessaria una condizione scatenante, per far iniziare l’infiammazione dell’osso alveolare, e che questa, di solito, coincide con un deciso abbassamento delle difese immunitarie e, al contempo, un sostanzioso rialzo della flora batterica parodontopatogena.
In una bocca sana ed in salute, con un buon equilibrio del microbiota e gengive altrettanto sane, è difficile l’inizio della patologia parodontale, anche in presenza di predisposizione genetica.
Si possono curare i triangolini neri tra dente e dente?

severa recessione gengivale con esposizione parziale della radice
I triangolini neri in realtà non sono tessuto gengivale: sono la mancanza di tessuto gengivale, e il nero che si vede è, semplicemente, il vuoto lasciato dalla retrazione dell’osso.
Prima che un problema estetico, questo è dunque un problema funzionale, e anche di una certa importanza: vuol dire che c’è in atto, molto probabilmente, un riassorbimento dell’osso e della gengiva sopra di esso.

il tartaro è placca batterica calcificata, sotto la quale possono annidarsi colonie vive di altri batteri
Fermare questo riassorbimento, dovuto alla parodontite, è dunque la prima cosa da fare, in assoluto.
Appurato che la parodontite è data da una disbiosi del microbiota orale, a sua volta causata da un’iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni, il trattamento moderno mira ad aiutare il sistema immunitario a riprendere il controllo del cavo orale, abbassando proprio le colonie nocive e, al contempo, aiutando quelle ‘buone’, cioè i batteri saprofiti, a risollevarsi ed aumentare di numero.
Questo obiettivo è ottenuto con una serie di terapie specifiche, basate su diverse sedute di igiene orale professionale, eseguita da un Medico Odontoiatra o un Igienista Dentale, entrambi perfezionati in Parodontologia, cioè la branca della Stomatologia che si occupa proprio della cura della malattia parodontale.
- Le sedute d’igiene orale sono somministrate con differenti tecniche peculiari, tipo:
- La detartrasi, cioè la rimozione del tartaro gengivale, formato dalla placca batterica calcificata, effettuata con l’ablatore ultrasonico o lo specillo;
- La levigatura radicolare, eseguita nel sottogengiva con l’ausilio del microscopio operatorio;
- La fototerapia, eseguita con un laser odontoiatrico ad alta potenza, in grado di bonificare ad alta profondità le tasche parodontali dove si annidano i batteri parodontopatogeni;
- La terapia a micro-polveri, eseguita con un delicato getto d’aria e acqua tiepida che pulisce meccanicamente le tasche parodontali, senza rovinare i tessuti sani (anche le protesi, se presenti);
- L’iniezione sottogengivale di disinfettanti ed antibiotici, in grado di uccidere i batteri parodontopatogeni
Queste terapie, decise nel numero e nel modo di somministrazione dal Medico Odontoiatra o dall’Igienista Dentale, sono in genere erogate in un protocollo intensivo all’inizio, e di manutenzione poi, quando la carica batterica si è abbassata e il microbiota è tornato in equilibrio.
I trattamenti moderni possono arrestare la retrazione dell’osso alveolare e l’avanzata della parodontite, ma i tessuti perduti in seguito all’infezione batterica non sono, di norma, rigenerati dal corpo.
Per risolvere esteticamente il problema dei triangolini neri, quindi, bisogna provvedere, una volta curata la parodontite, a una ricostruzione gengivale, a volte anche ossea, con interventi specifici di Chirurgia Orale Ricostruttiva.
Ottimi risultati possono anche essere ottenuti, sempre in relazione al caso clinico del paziente, con la realizzazione di corone artificiali (capsule dentali) costruite ad hoc, in grado di colmare lo spazio vuoto lasciato dalla mancanza della papilla interdentale.
Tutte queste opzioni sono comunque decise dal Medico Odontoiatra dopo la bonifica dei tessuti infettati dai batteri parodontopatogeni, quindi dopo il trattamento della parodontite.
Se non fermo la parodontite, i triangoli neri si espanderanno e diventeranno più grandi?

sangue e dolore alla pressione delle gengive sono sintomi che non vanno mai trascurati
La parodontite è una patologia cronica e degenerativa: quando l’osso inizia a riassorbirsi, la gengiva si retrae, e si formano delle lesioni verticali irreversibili, chiamate tasche parodontali.
In queste tasche si annidano volentieri altri batteri, in un circolo vizioso che infiamma sempre di più l’osso, facendo divenire sempre più profonda la tasca.
seduta di igiene orale professionale
Ritraendosi sempre di più, la gengiva si rialza progressivamente, e la papilla interdentale segue il riassorbimento dei tessuti.
I triangolini neri diventano quindi sempre più grandi, e la corona dei denti sembra divenire sempre più ‘lunga’, ma è solo un’illusione: in realtà, quella che si sta scoprendo è la radice dei denti, ormai non più protetta dalla gengiva.
Più il tempo passa senza interventi professionali, più l’osso si riassorbe, e con lui la gengiva, scoprendo sempre di più le radici, che possono andare incontro anche a pericolose carie radicolari, molto difficili da trattare.
Lo stadio finale della parodontite è chiamato piorrea, ed è una condizione ultima, difficilmente recuperabile: i denti, senza più il tessuto di supporto che li ancora all’osso (ormai quasi del tutto riassorbito) cominciano dapprima a ‘dondolare’, per poi venire espulsi spontaneamente.
L’edentulia, cioè la perdita degli elementi dentali, è dunque l’ultimo traguardo della piorrea, ed è ovviamente una strada senza ritorno.
La parodontite è una patologia a predisposizione genetica abbastanza subdola, poiché inizia spesso senza una vera e propria sintomatologia.
Quando essa è presente, è invece molto blanda, tanto da essere a volte ignorata dal paziente.
Lo stato iniziale della parodontite si chiama gengivite, ed è l'unico stadio totalmente reversibile, se curato per tempo.
Si manifesta come un rossore generalizzato della gengiva, unito ad insolito gonfiore e presenza di dolore al tatto e alla stimolazione, spesso con fuoriuscita di sangue.
Non è una condizione da ignorare, ma da trattare tempestivamente: se si ricorre per tempo alle cure odontoiatriche, la gengivite può ritirarsi del tutto, con un completo ritorno alla normalità, senza danni permanenti ai tessuti.
Se si aspetta troppo, o si ignorano del tutto questi sintomi, la gengivite si tramuta in parodontite: una situazione irreversibile, con perdita di tessuto irrecuperabile.
A chi mi devo rivolgere in caso di comparsa dei triangolini neri tra dente e dente?
il medico odontoiatra parodontologo è lo specialista di riferimento per i problemi gengivali
Se vedi dei triangolini neri tra dente e dente, è imperativo che tu esegua al più presto una visita odontoiatrica, con un Medico Odontoiatra o un Igienista Dentale perfezionato in Parodontologia.
Non è saggio, né consigliabile, perdere tempo e ignorare il problema: il rialzo della papilla interdentale è sempre un sintomo che non può essere ignorato, poiché foriero di stati patologici a monte che possono essere già difficili da recuperare.
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Quindi ricorda che...
- la gengiva è il tessuto di protezione dei tessuti profondi dei denti (le radici), del legamento radicolare e dell'osso alveolare;
- in condizioni di normalità, la gengiva ha un colore roseo, opaco, con superficie a 'buccia d'arancia';
- alla gengiva è demandato il compito della risposta immunitaria, per mezzo dei leucociti che devono controbilanciare la presenza dei batteri del microbiota orale;
- il microbiota orale è formato da tante famiglie di batteri, alcune innocue e altre pericolose, tenute in bilanciamento dal sistema immunitario dell'ospite;
- i batteri parodontopatogeni sono batteri particolarmente aggressivi e tenaci, capaci di infiammare l'osso alveolare, e dare inizio alla malattia parodontale;
- la malattia parodontale, conosciuta come piorrea, è una lenta retrazione dell'osso e della gengiva, causata da un'iper-proliferazione dei batteri parodontopatogeni;
- sotto l'azione dei batteri parodontopatogeni, l'osso si infiamma e si riassorbe, causando dunque una lenta distruzione dei tessuti di supporto dei denti;
- riassorbendosi l'osso, anche la gengiva si ritira, e questo crea delle zone vuote tra dente e dente, con la comparsa di 'triangolini neri' al posto della papilla interdentale;
- i triangolini neri tra dente e dente sono in realtà una mancanza di tessuto gengivale, segno evidente della retrazione dell'osso alveolare;
- la parodontite e la retrazione dell'osso e della gengiva possono essere arrestate con la giusta terapia d'igiene orale professionale;
- se non trattata, la parodontite continua la sua lenta distruzione dei tessuti, con l'inevitabile perdita ultima dei denti;
- una volta bonificati i tessuti dalla parodontite, è possibile progettare la ricostruzione delle gengive per mezzo della chirurgia orale ricostruttiva;
- i triangolini neri tra dente e dente non sono solo un problema estetico, ma funzionale, che deve essere affrontato il prima possibile

Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal Dott. Gianluigi Bittante il giorno:
martedì 4 febbraio, 2025
Il Dott. Gianluigi Bittante è un Medico Chirurgo specializzato in Odontostomatologia e Protesi Dentaria.
Ha rilevato lo storico Studio Dentistico Bittante da suo padre, il Dott. Luigi Bittante, che lo aprì nel 1955.
Si è particolar modo dedicato allo studio e al trattamento della parodontite, conosciuta anche come piorrea, di cui è uno dei massimi esperti in Italia.
Lo Studio Dentistico Bittante è, attualmente, uno dei centri di rilievo nazionale per il trattamento della parodontite, e giornalmente riceve pazienti da tutta Italia, curando casi complessi a cui, spesso, è stata proposta l'estrazione di tutti gli elementi dentali danneggiati dalla piorrea.
Nell'esercizio trentennale della professione di Medico, il Dottore ha sviluppato un protocollo di trattamento della parodontite unico in tutto il Paese, chiamato PBG - Parodontologia Biologicamente Guidata.
L'obiettivo del Dottore, spesso realizzato, è proprio quello di salvare i denti dei suoi pazienti con parodontite, evitandone l'estrazione.
Oltre a questo scopo principale, quotidianamente il Dott. Gianluigi Bittante si occupa dell'Odontoiatria d'urgenza, dell'Odontoiatria Estetica, dell'Implantologia e della cura della parodontite.